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gelato artigianale enrico rizzi milano

COME DEV’ESSERE UN VERO GELATO ARTIGIANALE

In Italia, ormai, ci sono più gelaterie che panettieri. Negli ultimi anni, infatti, c’è stato un vero e proprio boom, con l’apertura di centinaia e centinaia di nuovi punti vendita. Con un conseguente arricchimento dell’offerta, che però spesso non è all’altezza del pubblico moderno, i cui gusti si stanno facendo sempre più sofisticati.

Per un gelataio avere dei consumatori esigenti è un’opportunità stimolante, perché significa che chi è in grado di offrire un prodotto di alta qualità verrà premiato. Ma significa anche che occorre lavorare costantemente per migliorare il proprio gelato.

Ecco quali sono i cinque aggettivi fondamentali per distinguere un buon gelato artigianale secondo Enrico Rizzi, che vi aspetta nelle sue boutique per assaggiare le sue creazioni di gelateria e pasticceria.

LEGGERO

Ci sono tanti, alle volte anche ottimi gelati che però, una volta finiti, “non ci lasciano più”. Perché sono particolarmente pesanti, ricchi di panna e zucchero, e richiedono una lunga digestione, piazzandosi inesorabilmente sullo stomaco. Un buon gelato artigianale, secondo Enrico Rizzi, deve essere invece leggero e digeribile, in modo da rinfrescare, appagare, ma non saturare. Anche per questo Enrico ha voluto realizzare alcuni gusti di gelato tradizionalmente preparati con latte in versione “senza”: tra questi, per fare qualche esempio, spiccano Pistacchio e Cacao Africano, realizzati a base acqua.

GENUINO

Essenziale, per un gelato artigianale, è la genuinità dei suoi ingredienti. Che devono essere di alta qualità, selezionati dai migliori produttori e assolutamente naturali. No a basi pronte industriali, quindi, perché spesso contengono ingredienti poco salubri. Sì a emulsionanti e addensanti naturali. E soprattutto sì a materie prime fresche e saporite.

SANO

I primi due punti si ricollegano al terzo: un gelato deve contenere pochi grassi e pochi zuccheri e deve essere realizzato con ingredienti genuini anche perché deve essere sano. Di per sé, infatti, il gelato è perfettamente sano. Ma se troppo grasso e zuccherino, oppure se realizzato con conservanti ed ingredienti artificiali, può non essere indicato per la salute. Ecco quindi la necessità di porre in primo piano il benessere dei clienti nel momento di preparare un buon gelato artigianale.

GUSTOSO

Un buon gelato artigianale non deve sapere semplicemente di dolce. L’ingrediente principale deve essere ben presente e deve sprigionare tutto il suo sapore, senza essere coperto da un’eccessiva dolcezza o pannosità. Questo è possibile se si lascia il giusto spazio alla materia prima, che deve essere, come detto, di prima qualità.

CREATIVO

Non basta che un gelato sia buono: deve anche stupire. Il che non vuol dire che si debbano dimenticare i gusti classici, gli “intramontabili” come cioccolato, fragola o stracciatella. Ma accanto a questi, che comunque devono avere una loro personalità ben definita, devono esserci anche dei gusti che osano di più, con particolari insoliti o accostamenti inconsueti. Enrico Rizzi propone per questo le sue Sinfonie, come la Sinfonia Rosé (litchi, lampone e rosa) e la Sinfonia dei Caraibi (mango, cocco e mandorla tostata).

Siete in cerca di un gelato che soddisfi tutti e cinque questi requisiti? Allora vi aspettiamo nelle boutique di via Correnti 5 (zona Colonne), via dell’Unione 6 (zona Duomo) e via Tortona 19 (zona Tortona), a Milano.